Stamattina mi sono alzato
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
Stamattina mi sono alzato
E ho trovato l'invasor
O partigiano portami via
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
O partigiano portami via
Che mi sento di morir
E se io muoio da partigiano
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
E se io muoio da partigiano
Tu mi devi seppellir
E seppellire lassu' in montagna
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
E seppellire lassu' in montagna
Sotto l'ombra di un bel fior
E le genti che passeranno
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
E le genti che passeranno
Mi diranno che bel fior
E questo e' il fiore del partigiano
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
E questo e' il fiore del partigiano
Morto per la liberta'
E questo e' il fiore del partigiano
Morto per la liberta'


E ci alzeremo
,contro il vento impetuoso
e canteremo
ancora la nostra canzone
guardando verso il domani
senza paura
fragili e forti,
con un sorriso
sorelle insieme
sole sullo sfondo del mare
camminiamo
la nostra vita
lasciando le ombre(N.C.)
per scaricare lo speriodico dedicato alle donne del mondo:Aharon Shabtai è uno dei più grandi poeti Israeliani viventi. Mente lucida e coragigosa, ha declinato l'invito alla fiera del libro di Parigi per festeggiare i 60 anni di Israele, affermando che non c'è nulla da festeggiare in un paese che ne opprime un altro. Questa sua poesia è stata mandata a ISM Italia -
Gaza 15.01.08
questo ministro della difesa
questi piloti
questi tanks
senza esitazione
avrebbero ucciso
anche Jean Jacques Rousseau
avrebbero bombardato
anche la casa di Voltaire
avrebbero tagliato le gambe
anche di Federico Garcia Lorca
Aharon Shabtai
Aharon Shabtai ci ha inviato questo suo ultimo poema con questo commento:
“Terrible things are ahead. Barak is no different from the Nazi leaders, and Gaza is a new Warasw.”
Pesano questi giorni fatti di vite strappate. Niente è più importante della vita, di tutte le vite.
Auguri e un abbraccio solidario!
Tonino
Brucia
S’abbatte improvvisa
Busta paga di fuoco
Freddo del mattino
Espresso al bar
Una mano sfiora la vita
Chiude la porta
Di un sorriso ancora da consegnare
Ventisei anni
Krupp
Cannoni
Forni crematori
Mille albe consumate
Olio di profitti
S’infiamma
Devasta
Consuma
Bopal
Contadini senza respiro
Occhi di napalm
Bambine trasparenti
VietNam
Schianti di fiamme
Gaza
Qui
Ora
Il silenzio
Spazza il fumo
E tramonti senza domani
Krupp
Cannoni
Forni crematori
Lettere di scuse
Bare scivolano
coprono morti Nostri
Giustizia non verrà.
Allora
Vendetta
è il suo tempo.
Care amiche e cari amici,
vorrei che vi giungano i miei auguri di serenità e gioia per le imminenti feste natalizie e l'auspicio che il nuovo anno 2008 porti in sé Giustizia e Pace.
Dedico questa poesia alla Solidarietà Umana e all'irrinunciabile valore della Uguaglianza.
L'ALTRO (Khalil Jibran)
Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette
nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l'orecchio nella notte,
è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti
del tuo stesso cuore.
Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo,
sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
Non precipiteranno
se tu non precipiterai con loro,
e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.
Per conoscere più da vicino la realtà del popolo palestinese e per coloro che cercano un dono da fare o da farsi attraverso l'amore per l'arte manuale, il sostengo all'organo umanitario della Mezza Luna Rossa Palestinese, la vicinanza con il popolo palestinese o semplicemente un oggetto fuori dai circuiti commerciali, la Mezza Luna Rossa Palestinese, nell'ambito della Festa della Befana, a piazza Navona, di fronte alla Chiesa di S. Agnese - Roma, è presente con un stand di manufatti di artigiani palestinesi (legno di ulivo da Betlemme, ceramica da Gerusalemme, vetro da Hebron e sourvenir della Palestina).
in questo anno che finisce
la luce ci abbandona
la Terra si veste
di gelo e nebbia
si chiude il ciclo nell'ombra
Raccogliersi,
per riemergere lentamente,
al nuovo anno che viene,
erede di orrori, delusione, morte
Le nostre parole inascoltate
i nostri sogni ormai spenti
illusioni abbandonate
sulle strade vuote
E Violenza, e Dolore, e Guerra
attraversano le nostre vite
immiserite nell'improba lotta
a superare indenni
le scadenze del mese
Auguri? AUGURI
Accendere Un Giorno Universo Risplendere Insieme

E poi sognare ancora, e ancora gridare,
e tra ombra e luce avviarsi
lento passo deciso, differenze
intrecciate a costruire cammini.
Dolce determinata forza
che guida senza deleghe o attese
a improbabili artefici del domani,
Prendere in mano la vita,
e ancora 
incontrarsi, scontrarsi
costruire l'amore, intessere reti
a sostenere il futuro
nello sbocciare della luce
Nicoletta Crocella
Le immagini sono fotografie della mostra di Mario Palmieri e Roberto Marino , a Capranica, nella Chiesa di S. Francesco, ott/nov 2007:
Il Segno del Capricorno, olio su cartone telato, Mario Palmieri
Guerriero fantastico, installazione di Mario Palmieri
L'arpa di Avalon, particolare.
Scritto per il 17 novembre, e letto a Roma, la sera a
LUGLIO 2001 A GENOVA si consuma la violenza, la frattura tra il popolo ed il potere, a distanza di sei anni dalla morte di Carlo Giuliani, dalla mattanza della scuola Diaz, dei fatti di Bolzaneto, dalle cariche, dalla violenza insensata, si nega in parlamento la possibilità che una commissione parlamentare d'inchiesta faccia luce sui fatti di quei giorni, sulle responsabilità, sulla catena di comando. Oggi a Genova ancora il popolo di Genova si riunisce e manifesta:
IO SO,
IO RICORDO,
IO ACCUSO
La vostra commissione negata,
la memoria distorta,
la vittima messa sotto accusa,
le parole arroganti
la prevaricazione,
i muri,
le zone rosse:
Io so, io ricordo, io accuso
i vostri volti levigati, il sorriso irridente
la distorsione della verità:
Voi siete i colpevoli,
ed io vi chiamo
al tribunale della ragione, del diritto, del popolo:
Preparata apertamente la mattanza
giovani incapaci tutori dell'ordine
mandati a creare dis- ordine
cariche insensate, prove costruite
ferite inventate
La zona rossa dove i potenti rinchiusi
conversano serenamente,
la tavola imbandita, si mangia la vita, il futuro,
per dessert la speranza,
uccisa e fatta a pezzi per le strade di Genova
Fuori, oltre i muri, il fiorire di corpi
di vita, di canti, spezzato nel vortice
di un sole accecante
piegare ogni pensiero,
ogni alito di vita, ogni resistenza
un evento previsto, atteso, provocato
la vita spezzata di Carlo, le vite ferite,
la violenza, la furia, la prigione.
Altri sotto processo nei vostri tribunali
mentre voi predicate impuniti
di sicurezza, espulsioni, violenza
Nicoletta Crocella
Da Lidia Menapace:
Avrei dovuto esserci.
Ma l'autosufficienza è un bene difficile da raggiunge a volte e Roma è lontana.
Allora contribuisco come posso. .....
...........
Agnelli sacrificati
sull'altare dell'arroganza.
Vite
cancellate dalla vita.
Immortalate nella memoria.
Che Iside raccolga
le vostre membra sparse
e le trasformi in semi.
Che germini il pensiero
come un'onda
Mai più, mai più.
Umanità malata di violenza.
Umanità impaurita e spezzata
Umanità disumana.
Anelli di sangue
di una catena che non si spezza.
Che l'urlo si alzi come una voce sola
Disarmate Caino.
E l'utero della Madre
è uno solo,
un'oceano la Sua lacrima,
mentre la mano pietosa
tiene stretta la coppa,
ché la sete di giustizia
non dovrà spegnersi mai.
La Tiade furiosa