"Voglio uno sciopero dove incontrarci tutti.
Uno sciopero di braccia, di gambe, di capelli,
uno sciopero che nasca in ogni corpo.
Voglio uno sciopero
di operai, di colombe
di autisti, di fiori
di tecnici, di bambini
di medici, di donne.
Voglio un grande sciopero,
che arrivi sino all'amore.
Uno sciopero dove si fermi tutto,
l'orologio, le fabbriche
lo stabilimento, le scuole
l'autobus, gli ospedali
la strada, i porti.
Uno sciopero di occhi, di mani, di baci.
Un grande sciopero dove non sia permesso respirare,
uno sciopero dove nasca il silenzio
per ascoltare i passi
del tiranno che si allontana".
[Ringraziamo Barbara Romagnoli (per contatti: barbara0romagnoli@gmail.com) per questo contributo .
La poesia di Gioconda Belli, "Huelga", fu scritta a Citta' del Messico nel 1976
ed e' stata pubblicata nela raccolta Linea del fuego nel 1978]
CON HAMAS NON PARLEREMO MAI!!
apertura dalla nuova Amministrazione!
La donna che volle essere la prima, ora
segretario di Stato del futuro governo del mondo
non ha dubbi: che importa se insieme ai “terroristi” di Hamas muore un popolo intero?
Si fa la guerra ai bambini,
si lacerano corpi indifesi
Indifferenza per le umane sorti
Hamas no,
con Hamas non si può parlare!
Per mantenere l'equilibrio nel mondo
e sostenere il Potere si può infine
avere colloqui con chi fino a ieri
era stato canaglia, feccia del mondo
sostenitore di terroristi....
ma Hamas no,
con Hamas non si può parlare!
lasciamo continuare la mattanza
facciamo strame di corpi e poi
ci fermeremo inorriditi a guardare ancora
un olocausto violento
Ne daremo la colpa alle vittime:
con Hamas no
con Hamas non si può parlare!

Durante un presidio per Gaza
Passeggiate tranquilli
non vi disturberemo
con fragor di bombe
e lamenti di bimbi
Chiudete le frontiere,
le finestre, le porte!
Il televisore acceso
allegria artificiale,
sguaiata di corpi e risate
immagini di eccidi,
orrore di stragi
un po' di eccitazione
nelle vostre ordinate giornate
tranquilli a tavola bevete
il sangue che cola nel ragù
Laceri pezzi di corpi
che furono gente
rimangono confinati
tra chiacchiere e pubblicità
TRE ORE AL GIORNO DI TREGUA
a consentire il soccorso
di chi hanno ferito
a nutrire, chi hanno affamato
seppellire, chi hanno ucciso
La notizia un sollievo, l'animo lieve
lo sguardo sereno si volge
ai bimbi che giocano
la calza della befana
colma di doni, gli amori, la vita,
LA TREGUA SCADE. come ogni giorno
le bombe continuano a cadere
pioggia di fuoco da navi e carri
ma il rombo non scuote
l'ignavia dei giorni
Il sorriso tranquillo,
le strade delle compere
i saldi della crisi che altrove fa danni
scatenano la festa
Il fastidio della bandiera
che sola sventola desolata nella sera
parole seccate, ad allontanare un disturbo
siamo noi i colpevoli!
sparuto gruppo a testimoniare
fragile denuncia di solidarietà
spaventato gruppo che teme
di esagerare, parole forti, frasi pesanti...
poco educato il nostro dire
Le bombe cadono sulle nostre giornate,
volano stracci di corpi, parole ferite
Prosegue indifferente il passeggio
della gente per bene che non vuole
disturbi o tensioni.
Dentro un ipermercato
compro un televisore
il cellulare nuovo
ANNICHILISCILO LUCA
Pazzo un po' piu' del traffico
attendo quieto in fila e ascolto
ascolto ma non sento
l'ultima melodia
La melodia venduta uguale a quella prima
ma quella
era di gia' esaurita.
ANNICHILISCILO LUCA
C' e' un film a lieto fine sto in fila per vederlo
e nella mia macchina sto in fila con mill'altri
e attendo.
attendo che apra il tempio.
Il tempio e' grande tanto e pieno pieno zeppo.
Pieno di gente e merci che sorridono e promettono
un fatuo paradiso brillante scintillante.
Un paradiso in plastica
come l'albero e i presepi che
Son li non per pregare ma
per farsi comprare.
ANNICHILISCILO LUCA
nasci cresci consuma
consuma la corrente che noi siam qui per te
morti sopra un deserto
per garantirti questo
ANNICHILISCILO LUCA
Nazioni antiche
culle di civilta' e di religioni vere
le stiam radendo tutte
stiamo spianando i suoli dei tuoi ricordi atavici
e la Torre di Babele ora e' un nostro garage
consuma la corrente che noi siam qui per te
ANNICHILISCILO LUCA
Mario Palmieri
ANNAMARIA RIVERA: ORCHESTRINE
[Ringraziamo Annamaria Rivera (per contatti: annamariarivera@libero.it) per
averci messo a disposizione questa composizione]
Alla scalcagnata orchestrina itinerante
che oggi suona nel quartiere
insulsi motivetti natalizi
anticipando lo sgomento
d'una festa lugubre
vuota d'affetti e di letizia
- quest'anno pure di consumi
sola ragione della sua sopravvivenza -
preferisco i suonatori gitani
che ogni sabato assolano
queste stesse strade
con l'allegria immotivata dei reietti.
Fisarmonica chitarra e tamburello
i loro tanghi imperfetti
risuonano il mio stesso umore:
nostalgia d'un tempo in cui
i senzapatria d'ogni colore
si spartivano pane e cordoglio
fame e feste
rivolte e sconfitte
e dipingevano la miseria indocile
con geniali armonie meticce.